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L’innocenza è una forza che conquista

L’innocenza è una forza che conquista

Un uomo disegna bozzetti sulla sabbia, a Dinard, nel Nord della Francia.

È  un pittore che sta vivendo un periodo di  dirompente vitalità con la moglie Olga e il figlio Paul.

Quei tratti segnati sul bagnasciuga vengono poi portati via dalle onde, qualche bagnante si ferma a osservare gli schizzi che si tramutano in spuma; con dispiacere -forse- pensa a quanta bellezza perduta.  Ma non vanno perduti quei disegni perché l’artista li riverserà sulla tela, sul legno.

Quell’artista è Pablo Picasso.

 

DUE DONNE CHE CORRONO SULLA SPIAGGIA

È di questo periodo l’opera, del 1922,  “Due donne corrono sulla spiaggia”, un dipinto su compensato  di piccole dimensioni che -infatti- misura soltanto circa trentadue centimetri per quarantuno: eppure trasfonde grandezza; e movimento. Non a caso sarà lo scenario, nel 1924,  di un balletto di Serge Djaghilev:  Le train bleu.

Mano nella mano, due lievi figure colossali, trasferiscono in chi guarda entusiasmo, vitalità, innocenza.

È proprio il contrasto tra la levità e il peso che colpisce: le due donne sono gigantesche eppure leggere e, più che impegnate in una corsa, sembrano danzare con infantile innocenza.

Per Picasso l’innocenza è una forza che conquista, è potenza, è la meraviglia di uno sguardo bambino e curioso; non è un modo per difendersi dal mondo bensì per possederlo. Come avrà modo di affermare:

Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.

Oppure:

A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino.

 

IL RITMO DELLA VITA

In quest’opera, emblematica di questa stagione e che trasmette energia vitale, senso di libertà, traspare un Picasso lontano dalla problematicità.

L'opera, che fa parte di una serie post-bellica, comunica un senso di pienezza e parla allo spettatore suggerendogli che questo è il modo in cui la vita deve essere vissuta: con ritmo e gioia, e la guerra deve essere sempre tenuta lontana.

Sebbene possieda alcune caratteristiche classiche e ricordi all’osservatore l'antichità greco-romana, i dettagli non lo sono, anzi presentano una qualità rustica.

Entrambe le figure sono sapientemente costruite per comunicare ciò che trasmettono:  Picasso manipola i corpi delle donne per esagerare le loro pose. Il corpo della donna in secondo piano è particolarmente contorto, con la gamba destra, di lunghezza non realistica, che si estende troppo indietro.

Entrambe le figure sono molto arcuate e tendono in avanti con un impulso eccezionale e ciò che è sorprendente è che tutte le parti del corpo siano state rese visibili attraverso una geniale variazione della rappresentazione del corpo umano che Picasso compie con  straordinaria sapienza.

 

COME LIBELLULE NEL BLU

Infatti, a ben osservare, si notano dei paradossi: la figura più vicina è quella più piccola anziché il contrario,  in termini di distanza: la donna più grande è sia davanti che dietro la sua compagna mentre il piede sinistro della figura più grande tocca il terreno più vicino al bordo dell'immagine rispetto al piede della donna più piccola.

Emerge un'esplosione centrifuga di energia.

La donna più grande, nella sua corsa veloce, tiene la mano dell’altra con la grazia di una danzatrice e l’altra a lei si affida guardando non davanti a sé ma su, verso il cielo, con un’espressione di gioiosa fiducia.

Quasi sembra voler ricevere su sé tutto quel blu, essere pronta a berne, ad accoglierlo. Quel blu che si fonde col mare e trasmette attraverso il suo simbolismo “la serenità appagata del vincolo affettivo, la fiducia nell’oggetto dell’amore, la convinzione che questo affetto non è effimero o transitorio”. (1) 

Se ti interessa approfondire il significato simbolico del colore blu ti consiglio di leggere questo articolo.

Blu nel blu, cielo e mare si fondono, i capelli delle donne che fluttuano nel vento, la figura in primo piano che si lascia trasportare dall’altra e che procede con libertà gioiosa, spirito leggero.

Così come cielo e mare sembrano unirsi nello stesso spazio, le due donne condividono la corsa, la gioia, la libertà, la bellezza, la danza della vita.

E l’affidamento all’altra rappresenta  anche l'affidamento a se stessa perché l’altro è un nostro specchio:

Ogni incontro che fai è un incontro con te stesso; pochi sembrano accorgersi che gli altri sono loro.

(Carl Gustav Jung)


1) Widmann C. ; Il simbolismo del colore;  Abano Terme;  1988.


Nell'immagine Pablo Picasso - Due donne che corrono sulla spiaggia (La corsa), 1922, olio su compensato, cm 34 x 42,5, Parigi, Musée National Picasso.


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