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Monet, il fiume che scorre e la mutevolezza delle cose

Monet, il fiume che scorre e la mutevolezza delle cose

Monet, il fiume che scorre e la mutevolezza delle cose Claude Monet, nel 1871,  si stabilisce a Argenteuil. Qui trascorre sette anni in compagnia della moglie Camille e di suo figlio Jean. Inizialmente, la piccola famiglia Monet si trasferisce in un padiglione vicino alla stazione ferroviaria. Tre anni dopo, in una casa collocata in corrispondenza dell’attuale Karl Marx Boulevard. Argenteuil è -in quel periodo- una deliziosa cittadina, fiorita e tranquilla, ma ben collegata a Parigi, che il treno permette di raggiungere in soli venti minuti. Il fiume scorre, due ponti, alberi riflessi nell’acqua, un campanile. Tutto ad Argenteuil sembra come esistere per essere dipinto da Monet, per trovare spazio nell’Anima

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I nostri corpi entrano in empatia con le forme architettoniche

I nostri corpi entrano in empatia con le forme architettoniche Negli articoli  precedenti, che ti consiglio di leggere, abbiamo analizzato in uno: il nostro modo di percepire lo spazio e come esso sia strettamente legato alla cultura a cui apparteniamo, nell’altro abbiamo approfondito come non esista un unico punto di vista. Proseguiamo con il considerare come un'idea positiva di spazio abbia interessato l'architettura.                                                                                            IL CÉZANNE DELL’ARCHITETTURA: F.L. WRIGHT Nella progettazione di Wright lo spazio era l'elemento architettonico fondamentale e "un suggestivo argomento per il nostro esame è l'intuizione critica di Edoardo Persico, per cui, alludendo a Wright, egli afferma che l'architettura nuova è nata sul solco dell'Impressionismo. Wright, secondo Persico,

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Spazi molteplici: non esiste un unico punto di vista

Spazi molteplici: non esiste un unico punto di vista Nell'articolo precedente abbiamo analizzato il nostro modo di percepire lo spazio e come esso sia strettamente legato alla cultura a cui apparteniamo. Abbiamo visto  -ad esempio- come L.B. Alberti, nel formulare le  regole della prospettiva, avesse sintetizzato una "metafora visiva" dell'epoca, la quale rispecchiava l'immagine e l'essenza ordinata del mondo fiorentino del tempo. Questo perché ogni civiltà elabora una propria immagine dello spazio coerente con le conoscenze e le credenze in proprio possesso. Come mai in seguito -nella rappresentazione dello spazio- queste regole mutarono?    LO SPAZIO DEGLI IMPRESSIONISTI Furono gli Impressionisti a infrangere la regola di Alberti, secondo la quale la distanza tra la

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Come noi percepiamo lo spazio

Come noi percepiamo lo spazio Hai mai pensato che il tuo modo di percepire lo spazio è influenzato dalla cultura a cui appartieni? In effetti, il senso dello spazio è parte integrante di ogni cultura e si riflette su gran parte dei contenuti appartenenti a una determinata società. Infatti, esiste un forte rapporto tra le idee sulla configurazione e la rappresentazione dello spazio e la psichicità sociale e individuale del gruppo all'interno del quale queste idee si manifestano. Ad esempio, quando L.B. Alberti, nel 1435, formulò le regole della prospettiva che avrebbero dominato il panorama pittorico per circa quattro secoli e mezzo, era intenzionato a

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