m Sunny (o della resilienza) - Sunny by Art www.sunnybyart.com

Sunny (o della resilienza)

Sunny (o della resilienza)

Sunny è una canzone davvero straordinaria: inserita dalla Broadcast Music Incorporated (BMI) al 25º posto nella classifica delle 100 migliori canzoni del secolo, interpretata da artisti del calibro di Frank Sinatra (con Duke Ellington), Ella Fitzgerald, George Benson, Stevie Wonder e tantissimi altri.

Sunny è stata composta da Bobby Hebb all’indomani del 22 novembre 1963.

Una data estremamente significativa e drammatica per il mondo intero e per lo stesso Hebb.

Il 22 novembre 1963 viene assassinato John F. Kennedy.
Nella stesso giorno, in un night club di Nashville, viene ucciso a coltellate il fratello di Bobby Hebb.

Eppure Bobby Hebb scrive “Sunny”.
Non scrive un’opera altrettanto toccante ma triste come potrebbe essere prevedibile date le circostanze.
No, Bobby Hebb scrive uno dei pezzi più coinvolgenti e “solari” che fosse possibile scrivere e lo fa proprio per esprimere -nonostante il dolore- la propria inclinazione a voler vedere l’aspetto più luminoso della vita.

Sunny”-insomma- è un inno alla resilienza.

 

COS'È LA RESILIENZA

Il termine “resilienza” deriva dal latino resiliens–resilientis, che significa rimbalzare, saltare all’indietro, cambiare direzione.

In fisica il termine è adoperato per indicare l’attitudine di un corpo a resistere a sollecitazioni esterne senza infrangersi.
Dalla fisica il termine è stato poi mutuato alle scienze sociali per definire, come afferma il neuropsichiatra francese Boris Cyrulnik “la capacità di riuscire, di vivere e svilupparsi positivamente, in maniera socialmente accettabile, nonostante lo stress o un evento traumatico che generalmente comportano il grave rischio di un esito negativo.” (1)

Per le neuroscienze ciò è possibile grazie alla plasticità del cervello che rende possibile la riattivazione, in alcuni soggetti, dei circuiti neuronali del benessere, anche in presenza di eventi traumatici.
In questo modo si risponde al dolore attraverso una riorganizzazione biologica positiva.
Anziché restare annichiliti, quindi, alcuni individui riescono a ricostruire se stessi: le cicatrici restano, il dolore c’è, tuttavia non si rimane imprigionati in esso.

Ogni persona brilla con luce propria fra le altre. Non ci sono due fuochi uguali, ci sono fuochi grandi, fuochi piccoli e fuochi di ogni colore. Ci sono persone di un fuoco sereno, che non sente neanche il vento e persone di un fuoco pazzesco, che riempie l'aria di scintille. Alcuni fuochi, fuochi sciocchi, né illuminano né bruciano, ma altri si infiammano con tanta forza che non si può guardarli senza esserne colpiti, e chi si avvicina si accende.
(Eduardo Galeano)

 

RESILIENZA E CREATIVITÀ

I resilienti vedono possibilità alternative e attraverso un processo creativo riescono a rielaborare la sofferenza, trasformandola in risorsa.

Il pedagogista Andrea Canevaro -in proposito- ritiene che la componente chiave della resilienza sia proprio la creatività e definisce la resilienza come “la capacità non tanto di resistere alle deformazioni, quanto di capire come possano essere ripristinate le proprie condizioni di conoscenza ampia, scoprendo uno spazio al di là di quello delle invasioni, scoprendo una dimensione che renda possibile la propria struttura”. (2)

Le attività espressive consentono la trasformazione delle emozioni, la rielaborazione della sofferenza al fine di attribuire a essa un senso, un significato simbolico. Consentono la sperimentazione di nuove vie, la visione di nuove prospettive, più luminose delle precedenti.

Così può accadere che l’Arte guidi un raggio di sole affinché possa penetrare la pioggia che fino a ieri ha battuto incessante.
E una musica bella schiude un dolore in un sorriso.

"Sunny, yesterday my life was filled with rain
Sunny, you smiled at me and really eased the pain
Now the dark days are done and the bright days are here
My Sunny one shines so sincere
Sunny, one so true, I love you

ARVE Error: Mode: lazyload not available (ARVE Pro not active?), switching to normal mode




Sunny, thank you for the sunshine bouquet
Sunny, thank you for the love you've brought my way
You gave to me your all and all
And now I feel ten feet tall
Sunny, one so true, I love you

Sunny, thank you for the truth you've let me see
Sunny, thank you for the facts from A to Z
My life was torn like wind-blown sand
Then a rock was formed when we held hands
Sunny, one so true, I love you

Sunny, thank you for that smile upon your face
Sunny, thank you, thank you for that gleam that flows with grace
You're my spark of nature's fire
You're my sweet complete desire
Sunny, one so true, yes, I love you

Sunny, yesterday all my life was filled with rain
Sunny, you smiled at me and really, really eased the pain
Now the dark days are done and the bright days are here
My Sunny one shines so sincere
Sunny, one so true, I love you
I love you (Sunny)
I love you (Sunny)
Said I love you (Sunny)"

(Bobby Hebb)


All rights reserved - © Copyright 2017-20



1) Cyrulnik B.; Un merveilleux malheur, Éditions Odile Jacob, Paris; 1999; trad. it. Il dolore meraviglioso; Edizioni Frassinelli; Milano; 2000.

2) Canevaro A.;  Malaguti E.; Venier C. ; Bambini che sopravvivono alla guerra; Erikson; Trento; 2001.


Se ti è piaciuto questo articolo lascia un commento e condividi il post con i tuoi amici. Grazie 🙂

 

About Sunny

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.