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Il trascorrere del tempo come destabilizzazione o come crescita?

Il trascorrere del tempo come destabilizzazione o come crescita?

STORIE DEL TEMPO

 

Nell' articolo precedente  abbiamo parlato della nascita dell'idea di tempo e  ci siamo chiesti perché sia così forte e radicato, nell'uomo, il bisogno sociale di determinare il trascorrere del tempo.

Per rispondere a questa domanda dobbiamo ricordare che in tempi lontanissimi,  nell’Antica Grecia, esisteva un particolare funzionario a cui era affidata la redazione del calendario: lo “Ieromnemone”.

Anche in tempi successivi, la faccenda sarà particolarmente sentita al punto che saranno sempre le autorità dello Stato e della Chiesa a possedere il controllo e il monopolio del tempo.

Giulio Cesare, allo scopo di  migliorare il calendario dell’epoca, consultò il Pontifex Maximus e, più avanti, anche  in seguito alla crescente urbanizzazione, divenne sempre più indispensabile determinare e sincronizzare i tempi.

Fu così che Carlo IX di Francia, nel 1563, stabilì la data dell’inizio dell’anno al primo di gennaio.

Il suo editto entrò in vigore nel 1566 e interruppe la precedente tradizione che voleva che l’inizio dell’anno coincidesse con la Pasqua.

Di conseguenza, l’anno 1566 iniziò il 14 aprile e terminò il 31 dicembre.

Da quel momento, i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre, che secondo le usanze romane erano stati, rispettivamente, il settimo, l’ottavo, il nono e il decimo mese dell’anno, divennero (in maniera piuttosto paradossale): il nono, il decimo, l’undicesimo e il dodicesimo.

Se, a quei tempi, ciò fu causa di una generale resistenza, è curioso notare come oggi, tale discrepanza non incontri affatto la nostra attenzione.

Poco tempo dopo, Papa Gregorio XIII, con l’emissione di una bolla papale, revisionò il calendario giuliano, eliminando dieci giorni dell’anno 1582.

Ciò avvenne perché l’equinozio di primavera, dal quale (come stabilito dal Consiglio di Nicea del 325) dipendeva la festa della Pasqua, nel corso dei secoli, si era progressivamente spostato dal 21 marzo all’11 dello stesso mese.

In conseguenza alla riforma gregoriana, il giorno successivo al 4 ottobre 1566, non fu il 5 ottobre, bensì il 15.

 

IL TEMPO COME SINTESI SOCIALE

Ciò che noi chiamiamo “anno”, dunque, non è un dato di fatto naturale, bensì una realtà sociale e, ciò che noi chiamiamo “tempo”, sotto un certo punto di vista, è un potente e intricato reticolo di relazioni, radicate in maniera profondissima nella psiche di ciascun individuo.

Il senso del tempo dal quale siamo pervasi, tipico delle società più complesse e organizzate, è il potente simbolo di una sintesi sociale appresa.

Questa sintesi, dimorando in ogni uomo, si manifesta sotto forma di quella sottile e, al tempo stesso, imperiosa voce interiore che va interrogandosi sul tempo.

Sta a noi decidere se soccombere alla facile angoscia generata dal mutamento come destabilizzazione, oppure, riuscire a trovare in esso l’aspetto più sincero: il mutamento come crescita e rigenerazione.

Poiché se il primo mese dell’anno deve il proprio nome a Giano Bifronte (l’antichissima divinità romana delle porte di casa e dei passaggi che volge il proprio doppio sguardo a controllare le entrate e le uscite) è perché esso guarda indietro a sé verso il vecchio anno, ma soprattutto, innanzi a sé verso il nuovo anno che giunge.

Che il nostro anno e il nostro sguardo possano conservare la freschezza dei nuovi inizi.

Ricordando che ogni piccola azione -realizzata in un istante- potrà contribuire a comporre un grande risultato.

 

EFFETTO FARFALLA

Hai presente l'"effetto farfalla"? (1)

Il dipinto di Vladimir Kush, dal titolo Arrow of Time, suggerisce l'idea che il tempo, accelerato dai cambiamenti indotti dalla tecnica, non scorra più, lento, all'interno della clessidra.

La clessidra, anzi, a ben vedere, è trafitta dalla freccia che compie il suo percorso.

Eppure, dall'altro capo della freccia, una farfalla blu ci ricorda che un battito d'ali può influenzare l'andamento delle cose.

Che un piccolissimo e lieve fruscio d'ali può determinare -poi- tempeste presso terre lontane.


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1) Fu il fisico Edward Lorenz il primo ad analizzare  l'effetto farfalla e ad affermare che "Il battito delle ali di una farfalla in Brasile, può provocare una tromba d’aria nel Texas". Secondo questa teoria piccoli variazioni nelle condizioni iniziali, a lungo termine, producono grandi variazioni.


Nell'immagine: Vladimir Kush (1965) - Arrow of Time.

 

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