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Come noi percepiamo lo spazio

Come noi percepiamo lo spazio

Hai mai pensato che il tuo modo di percepire lo spazio è influenzato dalla cultura a cui appartieni?

In effetti, il senso dello spazio è parte integrante di ogni cultura e si riflette su gran parte dei contenuti appartenenti a una determinata società.

Infatti, esiste un forte rapporto tra le idee sulla configurazione e la rappresentazione dello spazio e la psichicità sociale e individuale del gruppo all'interno del quale queste idee si manifestano.

Ad esempio, quando L.B. Alberti, nel 1435, formulò le regole della prospettiva che avrebbero dominato il panorama pittorico per circa quattro secoli e mezzo, era intenzionato a creare uno spazio pittorico che potesse rispecchiare l'ordine di Dio e l'armonia della natura.

A ben guardare, l'introduzione della prospettiva appare come una "metafora visiva" dell'epoca, la quale sintetizza l'immagine e l'essenza ordinata del mondo fiorentino del tempo.

E cioè: l'autorità politica era nelle mani dei Medici; l'attività bancaria e il commercio con l'utilizzo del sistema di contabilità della partita doppia rispecchiavano un alto grado di razionalità; le colline toscane erano disposte a terrazza e, in generale, proporzione e armonia costituivano la regola per le costruzioni del tempo.

Questo perché ogni civiltà elabora una propria immagine dello spazio coerente con le conoscenze e le credenze in proprio possesso.

L'IDEA DI SPAZIO DEGLI ANTICHI

Ad esempio, lo spazio degli antichi Greci era caratterizzato da figure chiuse e circoscritte organizzate intorno a un centro. Queste geometrie di forme regolari e armoniche rispecchiavano l'ordine dell'Universo e le forme ideali del Cielo e della Terra.

Gli Egiziani, invece, possedevano un'idea di spazio come di uno stretto sentiero, lungo il quale l'anima scende per potere giungere, al termine, al cospetto dei giudici ancestrali.
Così, le caratteristiche costruzioni egiziane non erano edifici, bensì sentieri racchiusi da opere murarie.
Lungo il percorso, sculture e dipinti indirizzavano lo sguardo dell'osservatore verso una direzione ben definita.

Nella cultura cinese lo spazio è un sentiero che serpeggia, in maniera tortuosa, attraverso il mondo.
L'individuo è condotto dalla natura alla sua tomba ancestrale, attraverso porte e ponti che si snodano tra colline e mura.

In Australia e nel Nord America esistono società presso le quali lo spazio è inteso come un immenso cerchio (in quanto l'accampamento possiede una forma circolare). Così, il cerchio spaziale è diviso esattamente come il cerchio tribale e esistono tante zone quanti sono i clan della tribù.

Anche gli Indiani Zuni dividevano lo spazio in regioni (Nord, Sud, Est, Ovest, Zenith, Nadir e Centro) che derivavano dall'esperienza sociale e alle quali appartenevano tutti gli oggetti : il vento e l'aria al Nord, l'acqua e   la primavera all'Ovest, il fuoco e l'estate al Sud, la Terra e il gelo all'Est.

Anche le piante e gli animali, a seconda della specie, si credeva appartenessero a regioni diverse e il tutto era esteso fino al punto da ritenere che anche le energie della vita fossero collocate in luoghi differenti. Ad esempio, nel Nord trovavano dimora: la gru, il pellicano, la quercia, la forza e la distruzione.

IL SIMBOLISMO DELLO SPAZIO

Il simbolismo dello spazio presenta un alto grado di eterogeneità sociale che si manifesta in due sensi:

1) può variare da una società all'altra;

2) può variare all'interno della stessa società (così come avviene per gli Zuni che individuano proprietà differenti in luoghi differenti).

Eppure, per lungo tempo, esploratori e avventurieri avevano visitato terre lontane e sconosciute alla ricerca di mondi antichi abbandonati dall'uomo e seppelliti dal tempo. Essi, però, ricostruivano la storia di tali società, seguendo i modelli spaziali del mondo occidentale, prestando poca attenzione al fatto che l'idea di spazio potesse mutare da una civiltà all'altra, allo stesso modo in cui mutano i riti, i miti, le abitudini.

In sintesi, così come è stato scritto da E. Durkheim in Le forme della vita religiosa:

Sulla superficie della terra esiste una moltitudine di spazi, ciascuno differente dall'altro come i disegni dei tappeti orientali.


Nell'immagine: Alex Alemany (1943) - Mundo infantil


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